Impronte di luce per la crescita personale nella relazione con l'animale.
Home » In azione

In azione

Video

Naturalmente nei video posso mostrarvi solo il lavoro pratico svolto col cane e/o i suoi risultati, non i colloqui col custode o i custodi dell'animale, che rappresentano spesso la parte principale del processo.

v

Tuttavia spero possano darvi un'idea di alcune cose che si possono fare e magari incuriosirvi.
Grazie ai clienti che mi hanno concesso l'uso di queste immagini.

Maggie impara a fidarsi

Primi passi. Maggie ha già imparato a cedere gli oggetti in suo possesso in cambio di bocconcini o altri oggetti. Però è possessiva col cibo e difende i propri spazi tentando di mordere. Qui stiamo cercando di fare un passo in là per sviluppare la fiducia e la collaborazione. L'astuccio è pieno di bocconcini ma impossibile da aprire per lei e Maggie può scegliere se scappare via col trofeo o accettare la collaborazione, imparando che, cedendo l'oggetto, ottiene sia i bocconcini che l'oggetto stesso indietro. Il tutto nei pressi del suo cuscino, a cui di solito non fa avvicinare nessuno.

Maggie fa Human Body Gym

Qui siamo molto più avanti nel percorso. Maggie non morde più. Ma in certe situazioni ancora "scatta", sintomo della sua ipersensibilità al contatto o anche solo ai movimenti di chi le sta vicino. Stiamo lavorando su questo in vari modi. Uno di questi è la "palestra col corpo umano", che aiuta il cane a sperimentare la vicinanza e il contatto con atteggiamento ludico. Si comincia con le persone di famiglia con cui ha confidenza per poi passare con gradualità ad amici e conoscenti.

Rallentando i movimenti si può lavorare anche sulla propriocezione, ovvero sulla capacità di percepire il proprio corpo, i suoi movimenti, e i reciproci movimenti delle varie parti del corpo, anche rispetto a ciò che c'è intorno (in questo caso il corpo di una persona). Una maggiore consapevolezza corporea favorisce la calma e la centratura e di conseguenza riduce l'ipersensibilità o iperattività.

Melì fa la pace con l'auto

Melì era terrorizzata quando doveva salire in auto. I padroni la facevano viaggiare in un trasportino nel baule, dove, essendo molto sensibile, veniva spaventata dai rumori che sentiva, sia esterni che dell'auto (per esempio lo scatto delle chiusure). Ho intuito che la cosa che aumentava ulteriormente la sua paura era il fatto di non poter vedere da dove venissero quei rumori e di essere separata dalla sua fonte di sicurezza (la padrona), che si trovava lontana, al volante. Ho dunque consigliato di farla viaggiare, almeno temporaneamente, sui sedili, in modo che potesse vedere attorno e stare vicino. In questo modo poteva essere rassicurata con la voce. Inoltre, l'auto doveva essere usata soprattutto per portarla a fare delle passeggiate nei prati, che lei adora.

La situazione è notevolmente cambiata. Ancora lo stato emozionale di Melì non è propriamente di entusiasmo, come si vede dal linguaggio corporeo, però sale spontaneamente sull'auto (cosa che prima non avrebbe mai fatto) e mostra una certa curiosità.

Carlotta alla conquista delle due ruote

Carlotta scattava facilmente contro le bici di passaggio. In generale, stavamo lavorando sulle sue paure e l'eccessiva reattività. Qui gli spazi sono molto stretti e quindi la situazione difficile. Giustamente la padrona la aiuta abbassandosi e guidandola su un lato con la mano.

Argo e le bici

Argo una volta correva abbaiando incontro a bici e joggers che incrociavamo e li rincorreva quando ci sorpassavano.
Ora, è così. Questo è il risultato finale del lavoro iniziato sopra con Carlotta (vedi il box "Carlotta alla conquista delle due ruote").
Cambiare si può. Occorre impegnarsi a lavorare sul lungo periodo e con costanza.

Kira, una furia scatenata

Questa è Kira. Quando l'ho conosciuta era una cagnetta scatenata che si lanciava contro persone e altri cani con grande veemenza, abbiando e facendo una gran scena (senza mordere per fortuna). La padrona riusciva a stento a trattenerla. Aveva una grande tensione interiore che sfogava abbaiando alla minima occasione e quando era fuori correva all'impazzata. Inoltre era impossibile lasciarla sola in casa: grattava la porta e faceva buchi nel muro.

Dopo alcuni mesi di lavoro, sia su Kira che sulla padrona, che coraggiosamente si è messa in gioco con tutta se stessa, lavorando su di sé anche con delle sedute di counseling, oggi Kira è molto più gestibile. E ha superato l'ansia da separazione.